Adattamento climatico. I leader mondiali chiedono un’azione da 7 trilioni di dollari di benefici.

Uragani, inondazioni, incendi e molti altri eventi recenti dimostrano come l’impatto della crisi climatica sia sempre più evidente, per questo i leader della Commissione globale sull’adattamento climatico chiedono ai governi un’azione urgente che, come dimostra il rapporto Adapt Now: A Gobal Call for Leadership on Climate Resilience, può trasformarsi in sistemi economici altamente produttivi.

La Commissione evidenzia come alcuni investimenti mirati possano produrre un ritorno economico con un tasso complessivo di rendimento costi-benefici che vanno da 2:1 a 10:1; nello specifico l’analisi rivela che l’investimento a livello globale dal 2020 al 2030 di 1,8 trilioni di dollari in sistemi di monitoraggio, infrastrutture, nel miglioramento dell’agricoltura delle terre aride, nella protezione delle mangrovie e delle risorse idriche potrebbe generare 7,1 trilioni in benefici netti totali.

“Il cambiamento climatico non rispetta i confini: è un problema internazionale che può essere risolto solo con la cooperazione e la collaborazione, in tutto il mondo. Sta diventando sempre più chiaro che in molte parti del mondo il nostro clima è già cambiato e dobbiamo adattarci”, ha dichiarato Ban Ki-moon, ottavo segretario generale delle Nazioni Unite e presidente della Commissione globale per l’adattamento. Affermazione che sottolinea la necessità di un’immediata azione da parte dei governi e delle imprese, volta al contenimento di quegli effetti che porteranno tutta la popolazione mondiale a soffrire la povertà, la fame e a vivere situazioni di conflitto e instabilità politico-economica. “L’adattamento climatico è fondamentale. Senza di esso, non troveremo pace sul nostro pianeta”, ha affermato Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP); la Commissione chiedere, dunque, un approccio che affronti anche il tema delle disuguaglianze, potando nel processo decisionale sull’adattamento climatico i rappresentanti delle società più vulnerabili, che risentono maggiormente della crisi nonostante ne siano solo minimamente la causa.

Con questa introduzione è chiaro come l’intento della Commissione sia quello di agire nel minor tempo possibile, iniziando da una serie di eventi – tenuti in molte città del mondo, tra cui Pechino, Nuova Delhi, Città del Messico, Ginevra e Washington DC – volti alla sensibilizzazione e alla dimostrazione dei numerosi vantaggi economici, sociali e ambientali del adattamento climatico. Tra gli esempi più importanti: il ripristino delle foreste di mangrovie in Thailandia, l’India e nelle Filippine che proteggerà le comunità costiere dalle tempeste e fornendo allo stesso tempo un habitat per la fauna ittica, risollevando l’economia derivata dalla pesca. In Europa, il sistema di dighe nell’entroterra olandese, il “Room for the River”, ha permesso l’allargamento di bacini che assorbono l’acqua alluvionale; così come il “Canary Wharf” di Londra, i quali hanno ridotto i rischi di inondazione e i costi di intervento, aumentando la sicurezza e la sostenibilità degli stessi interventi. E ancora, nello Zimbabwe, la piantumazione di mais resistente alla siccità ha generato un raccolto di 600 chilogrammi di mais in più per ettaro rispetto al mais convenzionale. Il raccolto aggiuntivo è stato sufficiente per nutrire una famiglia di sei persone per nove mesi e ha fornito un reddito che ha permesso di mantenere gli studi dei loro figli.

In conclusione il rapporto ha dimostrato come, agendo sul piano dell’analisi, pianificazione e finanza, cambiamenti possano essere applicati a sette sistemi: cibo, ambiente naturale, acqua, città, infrastrutture, gestione del rischio di catastrofi e finanza. In quest’ottica, il prossimo 24 settembre, in occasione di un evento ospitato dal governo olandese presso la sede delle Nazioni Unite, la Commissione annuncerà un piano d’azione che toccherà i temi come la resilienza, la gestione del rischio e la sicurezza alimentare, in vista del vertice internazionale che si terrà nell’ottobre 2020 nei Paesi Bassi.

© Legambiente

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